Adozioni a distanza: a Bathili c’è bisogno del tuo aiuto!

Adozioni a distanza: a Bathili c’è bisogno del tuo aiuto!

Aiutare un bambino o una bambina a frequentare la scuola, ad avere cure mediche e vestiti, costruire un ambiente sicuro e accogliente, sostenere economicamente le loro famiglie spesso poverissime: sono questi gli obiettivi che è possibile raggiungere attraverso il “Sostegno a Distanza” (SAD) a Bathili, nello stato dell’Andhra Pradesh (sud est dell’India) una zona in cui, già da diversi anni, sono presenti e attive le madri canossiane.

A Bathili si trova la “Canossa English Medium School”, costruita grazie a un progetto della Fondazione Canossiana, che è in grado di fornire un ciclo di educazione primaria dalla prima alla 10a classe a circa 205 studenti.

La scuola elementare, in funzione dal 2015, è stata voluta dalle madri canossiane per offrire ai bambini, spesso provenienti da contesti economici difficili e dalle caste più umili, un’educazione adeguata e un posto protetto ed accogliente dove crescere. Attualmente i bambini adottati sono 10 e sono ancora in tanti ad aver bisogno di aiuto.

Grazie al Sostegno a Distanza i bambini più poveri, possono ricevere:
– educazione e formazione (iscrizione, uniforme, materiale scolastico)
– trasporto fino a scuola
– cure mediche
– sostegno alla famiglia
– vestiario, se necessario

Il contributo chiesto al benefattore per contribuire a sostenere per 1 anno un bambino assistito dalla Missione è di 250€.

La testimonianza

Una delle insegnanti della scuola, suor Mary Arasada, spiega così in quale condizioni vivono diversi bambini che frequentano la scuola delle madri canossiane: “I bambini non godono di una buona salute perché non hanno abbastanza da mangiare. I loro genitori sono ‘cooli workers’ (lavoratori saltuari che svolgono lavori pesanti, scarsamente qualificati e poco remunerati, ndr) e non lavorano tutti i giorni. Poiché non hanno un impiego regolare, alcuni dei genitori si sono trasferiti in altri stati dell’India per poter lavorare. Alcuni studenti soffrono psicologicamente a causa dell’assenza dei loro genitori e non riescono a concentrarsi negli studi”. “Dopo l’orario scolastico – prosegue suor Mary – offriamo delle ore di sostegno in cui diamo speciale cura e attenzione agli studenti più in difficoltà. Andiamo a fargli visita nelle loro case, spesso in gruppo, per incoraggiargli e conoscere i loro progressi e i loro problemi”.

Bathili

Nella zona di Bathili è ancora in vigore il sistema delle caste, la maggior parte delle famiglie dei bambini della scuola “Canossa” vive coltivando la terra dei proprietari terrieri o svolgendo lavori saltuari che non consentono di uscire dalla povertà. I bambini soffrono spesso di tifo e malaria, malattie molto diffuse, mentre i genitori non riescono a garantire la giusta alimentazione ai loro figli. Nonostante le situazioni familiari non facili, la maggioranza dei bambini va a scuola regolarmente e studia con entusiasmo.

L’infanzia a rischio dell’india

Qualche dato può aiutare a capire quali siano le difficoltà in cui è immerso il mondo dell’infanzia nel grande Paese asiatico. Ben 270 milioni di persone vivono sotto la soglia della povertà, l’80% delle quali si concentra nelle zone rurali. Inoltre, più del 30% dei bambini sotto i cinque anni ha un ritardo nella crescita moderato o grave.

Il tasso di mortalità infantile è di 40 morti su 1.000 nati vivi, mentre il 33% dei neonati nasce sottopeso.

La discriminazione delle bambine

In India i tassi di scolarizzazione elementare dei maschi e delle femmine rappresentano un dato particolarmente preoccupante. Indagini condotte su campioni di famiglie, infatti, rivelano che la frequenza scolastica effettiva passa dal 75% per i bambini al 61% per le loro coetanee, a testimonianza di un comportamento abitualmente discriminatorio da parte dei genitori. Di norma, fenomeni come la discriminazione a danno delle bambine e l’abbandono scolastico sono assai più intensi nelle zone rurali e nei piccoli centri: molto più spesso di quanto si immagini i bambini vanno a lavorare in età precoce semplicemente perché nel loro villaggio la scuola non c’è. Il 71% della popolazione adulta è alfabetizzato, di questi il 79% sono maschi e il 59% sono femmine.

SOSTIENI I PROGETTI DELLA FONDAZIONE CANOSSIANA: CONTATTACI ALL’INDIRIZZO adozioni@fondazionecanossiana.org

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