Adozioni a distanza in Messico, per sottrarre i più piccoli ai narcotrafficanti

Adozioni a distanza in Messico, per sottrarre i più piccoli ai narcotrafficanti
Un Paese colpito al cuore dalla violenza

Si chiama narcotraffico il grande male che affligge il Messico. Corruzione, violenze a non finire, migliaia di omicidi, sparizioni, torture, e poi traffico della droga, di armi, tratta dei migranti: sono queste alcune delle piaghe che accompagnano la storia recente del Paese. Da quando, fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni 90, i cartelli della droga hanno cominciato a controllare la produzione oltre al commercio degli stupefacenti (in precedenza il Messico faceva essenzialmente da trampolino di lancio per la droga colombiana), diversi stati del Paese sono entrati in un tunnel di violenza e di orrore dal quale non sono più usciti.

Le stesse autorità civili e militari ciclicamente hanno ingaggiato una lotta durissima e sanguinosa contro i cartelli della droga, tuttavia si contano pure numerosi casi di collusione fra settori delle forze di sicurezza e i narcos. Il 2017 è stato l’anno più violento dal 1997 con oltre 25.339 omicidi nell’arco dei 12 mesi; 70 al giorno, più dei 61 al giorno registrati nel già terribile 2011. L’atomizzazione delle organizzazioni criminali, e in particolare di quelle dedite al narcotraffico, provocata dalla decapitazione di molti dei più rilevanti cartelli del crimine organizzato, è considerata la principale causa di questo aumento drammatico della violenza nel Paese.

Le madri canossiane e la scuola di Chihuahua

In un contesto generale difficile, ma dove non mancano anche i segni di speranza, la Chiesa ha pagato anch’essa il proprio tributo di sangue: sacerdoti e religiosi in questi anni sono stati sequestrati da bande armate per poi essere uccisi in varie regioni del Messico.

Nel Paese operano anche le madri canossiane che gestiscono, fra le altre cose, l’istituto Educativo Morelos nella città di Chihuahua, capoluogo dell’omonimo stato di Chihuahua situato nel nord del Messico, al confine con gli Stati Uniti. Si tratta di una scuola primaria che ospita bambini dai 6 agli 11 anni (dal primo al 6° anno).

Ai bambini vengono insegnate sia le materie previste dai programmi curriculari governativi, più altre materie extra-curriculari come catechesi, inglese e informatica. Al pomeriggio (dalle 14.00)  i bambini possono frequentare laboratori di vario tipo, fra i quali anche un doposcuola per il recupero scolastico. La scuola offre un’educazione di ottimo livello e costituisce un luogo protetto in cui i bambini possono crescere al sicuro dalle insidie della strada.

Sostenere le spese per l’istruzione

Tuttavia molte famiglie non possono sostenere le spese dell’istruzione e quindi i bambini più bisognosi, che vivono in condizioni di precarietà economica e sociale, sono ammessi gratuitamente o dando un piccolo contributo per le spese (10% circa). Grazie al sostegno dei benefattori anche questi bambini meno fortunati possono frequentare l’istituto e ricevere un’istruzione adeguata. Almeno 12 bambini hanno bisogno di sostegno, la spesa è di 300 euro l’anno per ogni bambino.

Spezzare la catena tra narcotraffico e minori

Il reclutamento dei bambini da parte del crimine organizzato inizia presto, d’altro canto in una realtà segnata da forti problematiche sociali, il narcotraffico sembra offrire facili guadagni e una via d’uscita da un destino di povertà. Così, uomini armati si presentano fuori dalle scuole e offrono ai bambini di fare piccoli lavori per qualche dollaro. Inizialmente niente di compromettente: fare la spia, portare pacchetti da una parte all’altra della città. Poi si passa alle missioni, con tanto di addestramento: i più bravi arrivano a guadagnare 90 euro alla settimana. Una vera e propria fortuna per la maggior parte della popolazione locale: il 46% circa dei messicani vive, infatti, sotto la soglia di povertà (2017). Chi non accetta per denaro, viene costretto con le minacce o addirittura rapito. Le famiglie sperano di mettere in salvo i propri figli gli mandandoli negli Stati Uniti. Questo spiega la “grande fuga” di minori dal Centroamerica.

I bambini di Chihuahua sono accolti dalle madri canossiane che li proteggono dai pericoli della strada e riescono a dare loro un’educazione adeguata, un’assistenza sanitaria e garantire almeno un pasto al giorno. In tal modo gli offrono un rifugio sicuro e soprattutto la possibilità di un futuro migliore.

Per maggiori informazioni sul Sostegno a Distanza, contattaci all’indirizzo adozioni@fondazionecanossiana.org o al numero +39 045 597653

Referente operativa del Sostegno a Distanza: Giulia Giacomazzi

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